A grande richiesta, un articolo (la cui lunghezza non ci permette di sintetizzare tutto in un solo post) sull’AI, e sui veri aspetti attraverso i quali si manifesta oggigiorno. Approcciamo il testo lungo i binari di una media sintesi, per poi passare , in un futuro secondo capitolo del tema, ad approfondimenti tecnici probabilmente più difficili da seguire ma non meno affascinanti.
La redazione dell’articolo è un lavoro a più mani con i nostri team di riferimento. La prima parte, che riguarda l’aspetto storico dell’AI, è opera del TEAM-DIGITAL
(clicca QUI per andare alla pagina dedicata sul sito).
Buona lettura!
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SECONDA PARTE: La nascita della legislazione AI, dai principi etici alle prime bozze di legge (1/2)
L’intelligenza artificiale, un tempo confinata alle pagine della fantascienza, è oggi un motore onnipresente nella nostra vita quotidiana. Man mano che gli algoritmi si insediano sempre più profondamente nei sistemi che regolano la nostra società—dalla sanità alla finanza, dalla giustizia alla sicurezza—la domanda su come controllarli è diventata una priorità globale. L’AI non è solo una questione di codice e calcoli; solleva dilemmi profondi che toccano i principi fondamentali della nostra civiltà. Questa prima parte del nostro articolo esplora come il dibattito etico e filosofico abbia gettato le basi per le prime normative sull’AI, analizzando come concetti astratti si siano tradotti in norme e regolamenti concreti.
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I Principi Etici alla Base della Regolamentazione
Prima che qualsiasi legge potesse essere scritta, era necessario stabilire un quadro etico comune. I governi e le organizzazioni internazionali hanno iniziato a domandarsi come proteggere i diritti e i valori umani in un mondo sempre più automatizzato. Tra i principi più dibattuti troviamo:
- Dignità Umana e Autonomia: Un’AI dovrebbe servire l’umanità, non sostituirla. La discussione verte sulla possibilità che sistemi autonomi, come algoritmi di raccomandazione o sistemi di sorveglianza predittiva, possano influenzare o manipolare il libero arbitrio delle persone.
- Equità, Non Discriminazione e Bias Algoritmico: Questo è forse il problema etico più urgente. I sistemi di intelligenza artificiale, per loro natura, apprendono dai dati che gli vengono forniti. Se i dati riflettono pregiudizi sociali storici—come discriminazioni basate su razza, genere o status socio-economico—l’AI non farà altro che replicare e persino amplificare tali bias. Ad esempio, un algoritmo di assunzione addestrato su dati storici potrebbe favorire candidati maschi bianchi, ignorando curriculum qualificati da donne o minoranze.
- Trasparenza e il “Black Box Problem”: Molti dei sistemi di machine learning più avanzati, in particolare quelli di deep learning, sono come scatole nere: ricevono un input e producono un output, ma il processo decisionale interno è talmente complesso da risultare incomprensibile persino per gli sviluppatori. L’impossibilità di spiegare come un’AI sia arrivata a una determinata decisione (il cosiddetto “black box problem”) rende difficile accertare la responsabilità in caso di errore o di danno.
- Responsabilità e Rendicontazione: In un mondo di robot e auto a guida autonoma, chi è legalmente responsabile se un’azione dell’AI causa un danno? Il programmatore? L’azienda che ha fornito il modello? Il proprietario del sistema? Rispondere a queste domande è fondamentale per stabilire un sistema legale che possa gestire le conseguenze delle azioni di un’entità non umana.
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Le Prime Risposte Legislative: L’Impatto del GDPR
Nonostante la mancanza di leggi specifiche per l’AI, le prime risposte legislative sono arrivate da normative preesistenti. Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’Unione Europea, entrato in vigore nel 2018, è diventato il primo e più influente punto di riferimento per la regolamentazione dell’AI. Anche se non è un testo dedicato all’intelligenza artificiale, il suo impatto è stato enorme.
Il GDPR ha introdotto il concetto di “privacy by design” e ha rafforzato i diritti individuali sui propri dati personali. L’Articolo 22 del GDPR è particolarmente rilevante: esso conferisce agli individui il “diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato” che produce effetti legali o che incide significativamente sull’individuo. Questo significa che, in molti casi, un sistema AI non può prendere decisioni definitive senza una supervisione umana. Nonostante il suo ruolo pioniere, il GDPR presenta dei limiti evidenti. È stato concepito per la protezione dei dati personali, ma l’AI spesso lavora con dati anonimizzati o aggregati che non rientrano pienamente nel suo ambito di applicazione.
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Verso una Regolamentazione Dedicata: L’EU AI Act
Consapevole che il GDPR non fosse sufficiente, l’Unione Europea ha intrapreso un’iniziativa storica: l’EU AI Act. Presentato per la prima volta nel 2021, è il primo progetto di legge al mondo interamente dedicato a regolare l’intelligenza artificiale. Il suo approccio è innovativo e si basa sul principio del rischio.
Il regolamento categorizza i sistemi AI in base al potenziale danno che possono causare alla salute, alla sicurezza e ai diritti fondamentali dei cittadini. Le categorie principali sono:
- Rischio Inaccettabile: Sistemi considerati una chiara minaccia ai diritti umani, come i sistemi di “punteggio sociale” o la sorveglianza biometrica di massa (con alcune eccezioni per la sicurezza nazionale). Questi sistemi sono vietati.
- Alto Rischio: Sistemi che potrebbero causare un danno significativo, come l’AI utilizzata per la selezione del personale, per la gestione di infrastrutture critiche o in ambito medico. Questi sistemi sono soggetti a requisiti rigorosi in termini di documentazione, trasparenza e supervisione umana.
- Rischio Limitato e Minimo: La maggior parte dei sistemi AI (come chatbot o filtri antispam) rientra in queste categorie. Sono soggetti a requisiti minimi o a nessuna regolamentazione specifica.
Questo approccio mira a bilanciare la promozione dell’innovazione con la tutela dei diritti dei cittadini, stabilendo un quadro normativo che possa fungere da modello per il resto del mondo.
Fonti Consultate:
Recommendation of the Council on Artificial Intelligence, OECD, 2019.
Proposal for a Regulation laying down harmonised rules on artificial intelligence (Artificial Intelligence Act), European Commission, 2021.
General Data Protection Regulation (GDPR), EU Regulation 2016/679.
A Blueprint for an AI Bill of Rights, White House Office of Science and Technology Policy, 2022.
Ti diamo l’appuntamento alla seconda parte dell’articolo! A presto!